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Identità e unità dei messinesi intorno alla Vara dell'Assunta
L'evento più coinvolgente e significativo della religiosità popolare messinese è certamente la processione della Vara che sì svolge il 15 agosto nella festa della Madonna Assunta.
Sì tratta del momento centrale dell'agosto messinese profondamente sentito da tutti gli strati della popolazione, tanto che coloro che si trovassero fuori per vacanza, rientrano per partecipare al grande evento.
La festa della Vara è per Messina ciò che per Palermo è il "Festino di S. Rosalia" a per Catania la processione di S. Agata: tre avvenimenti che in tempi diversi si rinnovano ogni anno e che esprimono l'identità civile e religiosa delle tre più importanti città della Sicilia.
La Storia secolare della Vara ci riconduce alla "machina", ideata nel 1500 per accogliere trionfalmente a Messina il Re Carlo V. Quella macchina trionfale ebbe grande successo e suscitò l'ammirazione di tutto il popolo, tanto da deciderne l'utilizzazione per onorare la Beata Vergine Maria nella festa dell’Assunta.
Apportati gli opportuni adattamenti per dare significato religioso alla macchina processionale, dedicata ormai alla Vergine Maria, la Vara inizia la sua lunga storia secolare.
In certo qual modo, lo svolgimento della Vara, segna le vicende serene o difficili della città. Nei suoi 500 anni di storia la processione della Vara si è interrotta soltanto in occasione delle vicende drammatiche che hanno colpito la città, come nel secolo scorso, dopo il terremoto del 1908 e in occasione della seconda guerra mondiale. Ma poi ha sempre ripreso il suo cammino con forte determinazione e rinnovato entusiasmo, perché !'evento della Vara è rimasto sempre vivo nel cuore dei messinesi.
Una parola di particolare ammirazione va rivolta nei confronti dei tiratori che sono migliaia e migliaia che si tramandano l'impegno di tirare la Vara di generazione in generazione, di padre in figlio.
In questa folla di tiratori in tunica bianca - quasi un fiume che scorre lungo via Garibaldi - è rappresentata ogni categoria di persone, dal professionista all'operaio, dall'impiegato al commerciante, dal pescatore al contadino, tutti egualmente impegnati a tirare le grosse fimi della Vara e tutti sentendosi fratelli e devoti di Maria senza distinzioni di classe e di condizione sociale.
Perfino i detenuti del carcere di Gazzi un tempo chiedevano il permesso di partecipare alla processione della Vara e veniva loro concesso perché si era sicuri, come poi è sempre avvenuto, che al termine della processione puntualmente rientravano nelle loro celle.
Sono certo che quest'anno i detenuti messinesi che hanno beneficiato dell'indulto non mancheranno di unirsi ai tiratori per ringraziare anche la Madonna Assunta per l'atto di clemenza che hanno ottenuto.
E’ davvero impressionante ammirare l'immensa folla che si assiepa ai lati della via Garibaldi e al punto più delicato del traino della Vara nell'incrocio con via I Settembre, quando si effettua la cosiddetta "Girata" ad angolo retto per indirizzare la Vara verso piazza Duomo dove si conclude la processione.
Si calcola una folla che si aggira tra le 200 e 300 mila persone: una folla davvero immensa, composta non solo da messinesi ma anche da numerosi gruppi provenienti dalle altre parti della Sicilia e dalla vicina Calabria. Ne mancano numerosi turisti e soprattutto emigrati messinesi provenienti anche dalle più lontane regioni del mondo (Australia e Americhe) che vengono a Messina proprio per assistere a questo evento.
Colpisce l'atteggiamento di tanti devoti che al passaggio della Vara, nella cui sommità c'è la rappresentazione di Dio Padre che accoglie in Cielo la Vergine Assunta, pregano con fervore e inneggiano alla Vergine col grido popolare "Vìva Maria".
La manifestazione della Vara con il suo grande coinvolgimento della città esprime l'animo Mariano dei messinesi e consente di definire Messina "Città Mariana".
La festa dell'Assunta con la processione della Vara può essere considerata come il momento riassuntivo di tutte le manifestazioni dedicate alla Vergine Maria che ai svolgono nel corso dell’anno. Tutte fanno riferimento all'antica tradizione della Sacra Lettera che la stessa Madre di Gesù, da Gerusalemme, ha inviato ai messinesi nell'anno 42 dell'era cristiana.
Lungo il tragitto della processione la Vara si ferma di fronte alla Madonnina del porto, sulla cui stele si innalza, quasi in mezzo al mare, la Madonna della Lettera. Quando si giunge in piazza Duomo, alzando gli occhi verso l'alto, si ammira il santuario della Madonna di Montalto che ricorda la dama bianca apparsa in difesa di Messina; guardando ancora più in alto si può ammirare il santuario della Madonna di Dinnammare che dal monte più alto dei peloritani veglia sulla città.
Questi santuari Mariani simboleggiano in modo visivo come tutta la città è avvolta dallo sguardo vigile e protettivo della Vergine Maria che non cessa mai di benedire Messina e i suoi abitanti.
La processione della Vara è uno dì quegli eventi che caratterizzano l'identità dei messinesi ed è segno di unità dell’intero popolo.
L'omaggio che viene reso alla Vergine Assunta attraverso il carro trionfale della Vara assume il significato di una corale preghiera e di una invocazione popolare alla Madre di Gesù affinchè aiuti la città a superare le numerose presenti difficoltà che ancora l'affliggono.
Auspico vivamente che il comune legame intorno alla Vara, quale segno religioso e civile, possa favorire l'impegno unitario di tutti i cittadini affinché, con animo concorde, la città finalmente cresca nel benessere materiale spirituale e morale e apra a tutti prospettive di speranza per un futuro migliore.
Messina, 15 Agosto 2006
Giovanni Marra Arcivescovo di Messina Lipari S. Lucia del Mela

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